R.I.P. Roman

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Dottò

Utente Molto Attivo
Si allunga purtroppo la lista degli infortuni fatali in pista, con l'ennesimo incidente mortale in una corsa ad ostacoli, in questo caso nel pericoloso e difficile steeple-chase.

A farne le spese è stato Roman, che alla 4° corsa di Treviso, a quanto mi viene riferito, ha anticipato un salto, e le conseguenze sono state fatali.

Personalmente rispetto gli appassionati della specialità ostacoli, una vera passione soprattutto oltremanica e nei paesi dell'est europeo, da dove provengono molti dei fantini in azione in Italia, ma in queste condizioni di sicurezza non condividerò mai questa passione.

Non è comunque il caso di strumentalizzare in questa sede il sacrificio di un cavallo, mi limito a piangerne il decesso, dopo quello in settimana di un mio pupillo, Brundtland, che ha subito un infortunio irreversibile a Meydan, questa volta in una corsa in piano.

R.I.P. Roman.

 
 
Purtroppo ho avuto modo di vedere la caduta del povero Roman, il quale mentre conduceva la corsa ha anticipato un salto su una siepe non trovando l'appoggio in fase di atterraggio e cadendo così rovinosamente. Sin da subito la scena è sembrata drammatica e nel successivo giro finale della corsa si vedeva il povero animale rimasto a terra dopo l'infortunio.

 
 
Dopo la morte a Treviso anche di Moorhouse Lady spero che non faranno più corse ad ostacoli in sto campo di patate!!
 
Markus ha detto:
Dopo la morte a Treviso anche di Moorhouse Lady spero che non faranno più corse ad ostacoli in sto campo di patate!!

Non sapevo della tragedia, non seguo gli ostacoli. Le patate di Treviso sono pericolose anche per le corse in piano, e per fortuna che non ha piovuto, altrimenti ci coltivavi anche il riso.
 
Senza sapere nulla, avevo scritto che la pista di Treviso era pericolosa per qualsiasi competizione di galoppo... ebbene, oltre a Moorhouse Lady, deceduta in pista in corsa siepi, c'è stato anche l'incidente fatale per Finger Cross, durante una corsa in piano.

Mi risulta che, opportunamente, Federico De Paola ha ritirato la sua Mariette dopo aver constatato le condizioni della pista di Treviso.

Vediamo se per la prossima riunione si potrà sperare in una manutenzione della pista tale da permettere di correre senza rischi dovuti alle condizioni pessime del terreno.
 
Spero che se le condizioni di pista non siano perfette tutti si rifiutino di scendere in pista......mi sembra che le tragedie nell'ultimo periodo siano state davvero troppe..... :(
 
Viking ha detto:
Spero che se le condizioni di pista non siano perfette tutti si rifiutino di scendere in pista......mi sembra che le tragedie nell'ultimo periodo siano state davvero troppe..... :(

l'inverno scorso a Varese le condizioni della pista in sabbia erano terribili... sassi, poca sabbia ecc ecc... uno o due allenatori erano contrari a correre, gli altri invece insistettero per correre lasciandoli soli... diamo la colpa a chi si intasca fior di soldi per fare manutenzione ORDINARIA e restituisce piste da cimitero assicurato... ma diamola anche agli operatori, che invece di mettersi uniti contro, subiscono... tanto mica capiterà per forza a loro... >:(
 
Treviso trotto .

Se non ci sono soldi per mantenere baracche o baracconi che servono solo per succhiare soldi... meglio chiuderli che andare avanti con l'agonia.
 
La solita storia , mai una volta che siano tutti d'accordo , neanche quando c'è in gioco la sicurezza..... :nooo: :nooo: :nooo: :nooo: :nooo:
 
Anche qui, come in tante altre situazioni, basterebbe copiare.

A Santa Anita, negli Stati Uniti, nel giro di poco tempo si è verificato un numero altissimo di incidenti che ha compromesso la carriera - ed in molti casi purtroppo anche la vita - dei nostri amici cavalli. Risultato? Ippodromo chiuso, verifiche e sistemazioni del caso e solo al termine di ciò è stato dato il via libera per la ripresa delle corse.

A Treviso si vede anche dalla tv come il terreno attualmente sia sofferente, erba disomogenea e sinceramente non so se sono presenti anche buche o detriti vari, almeno questo spero vivamente di no ma spero altrettanto calorosamente che prima di ospitare nuovamente corse al galoppo vengano fatti i necessari controlli ed adeguamenti.
 
manzotin ha detto:
Treviso trotto .

Se non ci sono soldi per mantenere baracche o baracconi che servono solo per secchiare soldi... meglio chiuderli che andare avanti con l'agonia.



intendi dire che a Treviso dovrebbe esserci solo il trotto? Sono d'accordo con te. Ti dirò un'altra cosa... i cavalli da trotto sono molto meno soggetti a spavento... intendo proprio che si spaventano molto meno dei purosangue per un animale che passa, un uomo, un'automobile ecc ecc... ebbene, a Treviso la struttura è per trottatori, adattata ai purosangue, con i box di transito in posizione impensabile per i purosangue che si vedono passare davanti i cavalli che corrono... robe da denuncia penale. E questo è ovviamente l'ultimo dei problemi.
 
pacman ha detto:
Anche qui, come in tante altre situazioni, basterebbe copiare.

A Santa Anita, negli Stati Uniti, nel giro di poco tempo si è verificato un numero altissimo di incidenti che ha compromesso la carriera - ed in molti casi purtroppo anche la vita - dei nostri amici cavalli. Risultato? Ippodromo chiuso, verifiche e sistemazioni del caso e solo al termine di ciò è stato dato il via libera per la ripresa delle corse.

A Treviso si vede anche dalla tv come il terreno attualmente sia sofferente, erba disomogenea e sinceramente non so se sono presenti anche buche o detriti vari, almeno questo spero vivamente di no ma spero altrettanto calorosamente che prima di ospitare nuovamente corse al galoppo vengano fatti i necessari controlli ed adeguamenti.

Su Santa Anita, permettimi di essere di un'idea un po' diversa.
Da quando ne so, i proprietari o gestori della struttura hanno cercato di difendere la propria pista ad ogni costo, cedendo mi pare al diciannovesimo decesso in pochi mesi. Non fosse stato per spinte esterne, altri cavalli sarebbero deceduti sul campo. Ora vediamo cosa succederà in futuro.
 
E comunque, se ci pensate bene, il numero degli ippodromi che ospita allo stesso tempo sia galoppo che trotto aumenta sempre più: Siracusa, Casarano, Napoli, Roma, Follonica, senza dimenticare Albenga e SS Cosma e Damiano che fino a qualche anno fa erano parte della lista...
 
orecchielunghe ha detto:
Su Santa Anita, permettimi di essere di un'idea un po' diversa.
Da quando ne so, i proprietari o gestori della struttura hanno cercato di difendere la propria pista ad ogni costo, cedendo mi pare al diciannovesimo decesso in pochi mesi. Non fosse stato per spinte esterne, altri cavalli sarebbero deceduti sul campo. Ora vediamo cosa succederà in futuro.

Non conoscevo la notizia in maniera completa, e faccio mea culpa per averla fornita in maniera parzialmente errata.

La difesa della pista forse deriva anche dal prestigio che ricopre, ha organizzato tantissime edizioni della Breeders' Cup e di altre corse di livello mondiale, ma io sono dell'idea che - sia a Treviso, Santa Anita o qualsiasi tracciato del globo - debba essere in primis garantita l'incolumità di cavalli ed addetti ai lavori.
 
L'unica piazza che può reggere due ippodromi è Milano. Le altre piazze devono scegliere. Dispiace per cavalli proprietari fantini addetti ai lavori che rischiano di rimanere senza lavoro ma in Italia dobbiamo arrivare ad avere massimo 10 ippodromi
 
manzotin ha detto:
L'unica piazza che può reggere due ippodromi è Milano. Le altre piazze devono scegliere. Dispiace per cavalli proprietari fantini addetti ai lavori che rischiano di rimanere senza lavoro ma in Italia dobbiamo arrivare ad avere massimo 10 ippodromi

Questo probabilmente è vero, anche se una drastica riduzione degli ippodromi comporterebbe la morte sportiva dei piccoli proprietari, mi viene da pensare.

Milano sicuramente sì, Roma forse pure, anche se il mio discorso era rivolto al fatto che crescono sempre più le strutture in cui si disputano entrambe le specialità al loro interno; fortunatamente i tracciati sono diversi, Casarano a parte che forse avrà ancora corse in estate, ma non dimenticate le Tris ad Albenga e SS Cosma e Damiano fino a pochi anni fa con 16 partenti schierati tranquillamente sulla pista del trotto.
 
pacman ha detto:
Questo probabilmente è vero, anche se una drastica riduzione degli ippodromi comporterebbe la morte sportiva dei piccoli proprietari, mi viene da pensare.

Milano sicuramente sì, Roma forse pure, anche se il mio discorso era rivolto al fatto che crescono sempre più le strutture in cui si disputano entrambe le specialità al loro interno; fortunatamente i tracciati sono diversi, Casarano a parte che forse avrà ancora corse in estate, ma non dimenticate le Tris ad Albenga e SS Cosma e Damiano fino a pochi anni fa con 16 partenti schierati tranquillamente sulla pista del trotto.

Io credo che ci sia spazio per tutti gli ippodromi che si vuole, purché siano teatri all'altezza degli eventi che ospitano. Non si possono vedere ippodromi come Capannelle in quelle condizioni, come non si può accettare un ippodromo come Varese, praticamente lo stesso impianto dei primi anni '80. Mettete a posto il teatro, create eventi collaterali e confezionate corse interessanti, mettendo sport e spettacolo davanti alla scommessa (vedi UK) e si può correre dovunque, come ad esempio a Merano o Corridonia. Non parlo solo di impianti, ma anche di piste, centro di allenamento e scuderie.
 
orecchielunghe ha detto:
Io credo che ci sia spazio per tutti gli ippodromi che si vuole, purché siano teatri all'altezza degli eventi che ospitano. Non si possono vedere ippodromi come Capannelle in quelle condizioni, come non si può accettare un ippodromo come Varese, praticamente lo stesso impianto dei primi anni '80. Mettete a posto il teatro, create eventi collaterali e confezionate corse interessanti, mettendo sport e spettacolo davanti alla scommessa (vedi UK) e si può correre dovunque, come ad esempio a Merano o Corridonia. Non parlo solo di impianti, ma anche di piste, centro di allenamento e scuderie.

E come darti torto...

Poi mi hai citato Corridonia che a mio avviso dovrebbe essere un esempio da copiare per tutti gli ippodromi di fascia medio-piccola; il tracciato non è eccezionale ma sempre tenuto bene, tanto pubblico, tanti eventi collaterali, tanto spettacolo, anche tanta passione dei proprietari locali e non solo, ed in quei mesi estivi fa registrare numeri record di pubblico e corse anche ben riuscite.

Come dico sempre, a volte basterebbe fare ciò che a scuola sapevamo fare tutti benissimo: copiare.
 
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