San Siro

Trinity

Utente Molto Attivo
Non si placano le esternazioni riguardo l'ippodromo milanese del galoppo, le sue piste e altro.

Da questo articolo apparso oggi su Equos diciamo che l'ippica italiana colleziona un'altra figuraccia.

https://equos.it/2022/10/11/il-terreno-misterioso-di-milano/

 
 
Trinity ha detto:
Non si placano le esternazioni riguardo l'ippodromo milanese del galoppo, le sue piste e altro.

Da questo articolo apparso oggi su Equos diciamo che l'ippica italiana colleziona un'altra figuraccia.

https://equos.it/2022/10/11/il-terreno-misterioso-di-milano/

 
Mi pare che tra problemi alle gabbie, terreni non verificati, condizioni generali della pista e zappatori al lavoro mentre corrono i cavalli, la situazione di San Siro necessiti di qualche intervento molto serio.
Immagino ci sia dell'altro ed anche altrove, ma non seguendo le corse italiane posso solo prenderne atto.
Che in altri paesi la storia sia ben diversa è risaputo, in particolare questa cosa del terreno non sembra di una difficoltà impressionante.
Staremo a vedere, ma a mio avviso finchè a protestare è una sola scuderia, storica ma piccola, mentre tutti gli altri corrono quasi rassegnati, ben poco cambierà se non in peggio.
 
Dottò ha detto:
Mi pare che tra problemi alle gabbie, terreni non verificati, condizioni generali della pista e zappatori al lavoro mentre corrono i cavalli, la situazione di San Siro necessiti di qualche intervento molto serio.
Immagino ci sia dell'altro ed anche altrove, ma non seguendo le corse italiane posso solo prenderne atto.
Che in altri paesi la storia sia ben diversa è risaputo, in particolare questa cosa del terreno non sembra di una difficoltà impressionante.
Staremo a vedere, ma a mio avviso finchè a protestare è una sola scuderia, storica ma piccola, mentre tutti gli altri corrono quasi rassegnati, ben poco cambierà se non in peggio.
Tante cose devono cambiare....ma tante tante, certo che se tutti iniziassero a protestare forse a qualche risultato si arriverebbe, ma non è che forse molti hanno paura di essere sbattuti fuori e tacciono? :ipno:
 
 
Trinity ha detto:
Tante cose devono cambiare....ma tante tante, certo che se tutti iniziassero a protestare forse a qualche risultato si arriverebbe, ma non è che forse molti hanno paura di essere sbattuti fuori e tacciono? :ipno:
 

Non credo sia possibile essere sbattuti fuori perchè si protesta, purchè si rimanga nell'ambito della legge e si paghino i servizi entro le scadenze. Mi pare che anche in passato c'è stato, tra i grandi, chi ha protestato in modo anche molto plateale ma forse non rispettava sempre gli obblighi e chi nemmeno partecipava agli scioperi, quindi al momento sembra valere la legge del "se ti va bene così resta, altrimenti sei libero di andare". E' comunque giusto notificare al ministero queste mancanze, visto che quest'ultimo eroga denaro pubblico, il che dovrebbe presumere un servizio esemplare da parte di tutti, che siano società di corse, commissari, veterinari, giardinieri e quant'altro.
 
Dottò ha detto:
Non credo sia possibile essere sbattuti fuori perchè si protesta, purchè si rimanga nell'ambito della legge e si paghino i servizi entro le scadenze. Mi pare che anche in passato c'è stato, tra i grandi, chi ha protestato in modo anche molto plateale ma forse non rispettava sempre gli obblighi e chi nemmeno partecipava agli scioperi, quindi al momento sembra valere la legge del "se ti va bene così resta, altrimenti sei libero di andare". E' comunque giusto notificare al ministero queste mancanze, visto che quest'ultimo eroga denaro pubblico, il che dovrebbe presumere un servizio esemplare da parte di tutti, che siano società di corse, commissari, veterinari, giardinieri e quant'altro.
Infatti è giustissimo anche dal mio punto di vista, come dovrebbe essere in tutti gli ambiti.
Certo che se solo una scuderia come la Jerome si prende questo onere mentre altri, grossi e piccoli, si lamentano solo, come potrebbero cambiare le cose? 
Se tu ottieni sovvenzioni dallo Stato e poi tieni le strutture non in condizioni perfette, sarebbe giusto portarne a conoscenza lo Stato stesso. Sarà poi lui a decidere se e come procedere. 
 
 
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