4 settembre 1892, il giorno dell'inaugurazione
In realtà si correva già prima. Erano sfide "artigianali" nelle quali la vittoria era, per chi l'otteneva, un grande premio e dove un vessillo o una bandiera dati a chi si assicurava il successo avevano un po' lo stesso significato della medaglia d'oro che viene assegnata al vincitore olimpico.
Nel 1929 il Montebello adotta "la fotografia" per decifrare gli ordini d'arrivo. Dal '34 le corse si possono svolgere in notturna grazie ad un potente impianto di illuminazione.
Tra i molti campioni che hanno onorato la pista triestina è doveroso ricordare Mistero, unico indigeno capace di vincere il Prix d'Amerique. Al Montebello sigla il Premio di Primavera 1947 sulla distanza dei 2150 metri in 1.23.1.
Altro cavallo di spicco che ha iscritto il suo nome nell'albo d'oro delle classiche triestine è Bayard, portacolori della scuderia Tevere, vincitore tra l'altro della prima edizione del Gran Premio Lotteria di Agnano (1951).
Tra le tante figure importanti che hanno aiutato a crescere l'ippodromo di Montebello, un posto di rilievo lo dedichiamo a Gino Meola per oltre quarant'anni bandiera dell'anello triestino. Re della "manutenzione" della pista, valido starter fino al 1969, Meola ha avuto grande importanza nel rifacimento dell'impianto del 1968.
Antonio Quadri: un nome ben conosciuto agli appassionati ippici italiani. Vincitore di oltre 3000 corse, campione italiano a Montegiorgio nel 1983, vincitore di una Coppa del Mondo al Montebello (1977), per molti anni top-driver a Trieste. Ha iniziato negli anni '50 come "cravache" al trotto montato, in seguito si è specializzato nelle corse a "redini lunghe". Ha smesso di gareggiare qualche anno fa. Tra i suoi cavalli ricordiamo Waymaker, Agadir, Eudossio, Davis, Buchanan e Sagittarius.
Francesco Mescalchin, driver veneto "naturalizzato "triestino". La francese Kukurusa è il cavallo che forse più di ogni altro ha legato il suo nome con quello del popolare "Checco", congedato dalla vita al termine di una corsa in una calda serata d'agosto.
Gino Bragaloni, forse il miglior preparatore di puledri approdato al Montebello nel dopoguerra.
E concludiamo la storia dell'ippodromo triestino del Montebello, ricordando Be Sweet, cavallo in grado di trottare l'edizione '68 del Premio Città di Trieste alla media di 1.16.6, record della pista durato quindici anni. In sulky l'"omino di Amburgo", John Hans Frömming.