boris55 ha detto:
le cose da sistemare ne ha molte...e da quanti anni lo si dice? è stato fatto qualcosa? qualsiasi azienda deve fare ricavi altrimenti porta i libri in tribunale e quali sono gli introiti ippici? da quanto bisogna rimodernare le scommesse ippiche? qui a follonica c'è una pista bellissima da 1400 metri sul modello francese e sono anni ripeto anni che non si fanno migliorie...anzi ci è stato detto che se non ci andassimo piu' sarebbero contenti cosi non aprirebbero neanche il gioco e mi fermo qui...per quel che riguarda il galoppo...xchè non cè piu' un gruppo uno?
In questo ti do ragione eccome. Purtroppo l'ippica è sempre stata vista come qualcosa cui fuggire a livello politico, tranne Zaia che aveva un suo progetto ben preciso e che, visto come ha gestito il Veneto nell'emergenza virus, fa capire quanto abbiamo perso non avendolo più che si occupa del settore.
Avevamo Centinaio che ha provato a fare qualcosa, ci è riuscito, ma non abbastanza e forse per inesperienza ha commesso errori (task force...a mio parere fatta con poca oculatezza ad esempio) ma che comunque era riuscito a ridurre i tempi dei pagamenti.
Adesso abbiamo qualcuno che si professa esperto (avrei molto da disquisire...) e l'altra che pensa all'immigrazione prima di tutto il resto, quindi per me grandi migliorie non le vedo (se mi sbaglierò, meglio....anche se penso non dureranno ancora a lungo).
Dovessi occuparmene io farei come con Cartagine......però, riguardo all'articolo e ad altri pareri come quello, non si può parlare generalizzando in negativo, perchè si vanno a colpire anche tutti coloro che invece lavorano bene nell'ambiente ma che purtroppo si trovano loro malgrado in una situazione tale per cui per sopravvivere devi non dico adeguarti ma poco di diverso puoi fare.
Purtroppo in Italia girano pochi soldi come investimenti nell'ippica, è un settore poco attraente. Pagamenti in forte ritardo, manutenzione scadente ovunque (grave episodio a Follonica ad esempio alla riapertura del galoppo e quello ad Aversa..), disinteresse nel rendere appetibile il prodotto ippica a livello nazionale e internazionale, nessun incentivo verso acquisti italiani rispetto alla massa di esteri che viene importato ogni anno, nessun incentivo per trattenere qui le migliori fattrici, iva spropositata, nessuna certezza sull'appartenenza a questo o quel comparto (speriamo che almeno questo venga fatto a brevissimo), troppo assistenzialismo diffuso anche a livello di società di corse, scommesse vetuste, politica inesistente per tutelarci all'estero col comitato pattern e per migliorare la loro percezione nei nostri confronti.......potrei continuare all'infinito.
Ma tutto questo non giustifica un articolo scritto in quel modo, secondo me.