I cavalli del cuore

Non so se il soggetto di cui parlo sia ancora in allenamento presso Paul Midgley, penso di sì anche se risulta assente dalle piste da ottobre 2019. Sul sito web dell'allenatore dello Yorkshire compare ancora in allenamento, ma chissà se è aggiornato. In pratica, anche se questo argomento sarebbe riservato ai cavalli non più in training, avendo trovato un video di Tarboosh, castrone di sette anni, ed essendo il mio cavallo preferito in assoluto tra quelli in azione in UK al di fuori dei circuiti classici, ho pensato di dedicargli un articolo.

In carriera ha disputato 37 corse, vincendone 11 con 4 secondi e 4 terzi posti. Dopo un inizio sui 7 e 6 furlonsgs, si è affermato sui 5 furlongs, che  negli anni sono diventati la sua distanza.

L'ho scoperto nel suo anno d'oro, il 2018, quando in poco più di tre mesi tra luglio ed ottobre ottenne quattro vittorie e due secondi posti in sei corse, l'ultima delle quali fu un handicappone da 22 partenti, il sunracing.co.uk Handicap di Doncaster, quando vinse con il top weight premiando il sottoscritto che l'aveva appoggiato con fiducia.

Specialità della casa è il recupero dalle retrovie, anche in una corsa sui 1000 metri ed affollata, con un cambio di marcia che si vede abbastanza raramente tra i velocisti.

Ecco il video delle fasi finali della sua vittoria sui 5 furlongs di Beverley del 27 ottobre 2018, dove si può notare lo scatto quasi da fermo che gli ha consentito di vincere con autorità (giubba giallo-blu).


 
 
Trinity ha detto:
Infatti se noti ho detto bellissimo, non buonissimo o bravissimo :D
Era nero, con la lista bianca, sull'erba verde di S.Siro era uno spettacolo.
Ha fatto comunque qualche bella corsa, tuttavia non è mai stato un primaserie come forse ci si aspettava.
In compenso ce l'ho stampato sulla retina.....
Un piccolo omaggio alla nostra amica Trinity :bella:

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Assisi Del Santo e Antonio Di Nardo

 
 
Aiuto! Sono sicuro di aver visto un video, dove si faceva riferimento a livello audio o come commenti, a Santiago Soto. Siccome mi interessa molto, il materiale relativo al.fantino, intendo, mi aiutate a capire se l'ho visto qui, o su FaceBook? Scusate, l'età avanza, si incrociano mille fonti e mi perdo!
 
Lateparade69 ha detto:
Aiuto! Sono sicuro di aver visto un video, dove si faceva riferimento a livello audio o come commenti, a Santiago Soto. Siccome mi interessa molto, il materiale relativo al.fantino, intendo, mi aiutate a capire se l'ho visto qui, o su FaceBook? Scusate, l'età avanza, si incrociano mille fonti e mi perdo!

Ciao, se il 69 del tuo nick fa riferimento al tuo anno di nascita, sono più anziano di te e non di pochissimo :) .
Qui non mi pare siano stati dedicati articoli a Santiago Soto, ho visto di sfuggita qualcosa su Facebook.

Da parte mia posso riportare un articolo trovato su Repubblica.it

Santiago Soto, il fantino che ha commosso San Siro

Un lettore, il signor m. m., mi scrive per chiedermi quale episodio, lontano da ogni spunto polemico, mi abbia colpito nella primavera del galoppo sansiriano, che va dissolvendosi in un' estate torrida. Immediatamente mi rifaccio ad una corsa di una domenica (18 maggio) la cui denominazione era Premio Santiago Soto. Chi sia stato Soto lo dirò di volo. Non soltanto la parrocchia di San Siro, lo ha conosciuto ed apprezzato. Un fantino di eccezione. Se lo è portato via un male incurabile, nell' autunno del 2002. Tremilaseicento vittorie e quarantaquattro pattern. Tutti i continenti, fuorché l' Africa, passati in sella ai purosangue. Cile (a Santiago dove è nato e da cui ha preso il nome: Santiago Soto appunto). Eppoi l' Argentina, l' Ecuador, il Brasile, il Messico. Gli States, veduti dapprima attraverso il pulviscolo di sabbia che la torma alza da mezzo secolo sull' ellisse dell' ippodromo di Miami e, quindi, nello chic sfacciato degli ovali rutilanti di luci della Florida e della California e del loro circuito di gran lignaggio. E ancora l' Italia (San Siro e Capannelle). A Milano lo ha voluto Antonio Balzarini, lo svizzero. Atterra alla Malpensa e l' allenatore Luciano D' Auria, che di Soto sarà di volta in volta padre, amico, incrollabile estimatore, immediatamente l' accompagna, dopo un volo disastrato di quattordici ore, a San Siro. Lo mettono sulle staffe di una cavalla inquieta, Running Glory, che, in attesa di un handicap sovraffollato, gira spaurita nel tondino. Running Glory è "in gran dispetto". Ma subito si affida alla mano di velluto e pure energica di Soto, che la conduce, come su un binario, al traguardo. In Italia Soto vince il Derby con Houmayoun, che Lady M ha acquistato, nella settimana, dall' Aga Khan: e ancora: il "Jockey Club" con Erdelistan (1990), il Gran Criterium (1992) e il Parioli (1993) con Pelder. Non è il "jockey" di una sola scuderia. Gli ingaggi lo inseguono magari per esprimere semplicemente un giudizio professionale su un cavallo riottoso o difficile. La sua consulenza non è mai spiccia. A Milano conosce e sposa la dolce Monica, che gli darà una graziosa figlioletta. Il Giappone lo attira: è una meta aurea. Qui il galoppo conia yen (oro) ad ogni salto. Soto vi approda alla metà del 1994, attraverso Macao e l' Australia. In Italia rientra nel 2000. Lo aspetta una collaborazione preziosa con Maria Sacco, che è una signora di grande bontà. La vita è crudele. Soto era venuto a capo di un male, che ne nascondeva un altro. Irreparabile. Quando ha capito che la sorte era segnata, Soto ha preteso dai suoi cari e dai medici il distacco dalle cure inutili e dispendiose. Il 18 maggio, la società Trenno ha disposto per un Premio Santiago Soto. Aldo Magni (la cui passione per i purosangue è pari ad una raffinata competenza), suocero di Santiago, ha offerto, a nome della famiglia, una coppa d' argento, da assegnare al fantino del vincitore. Io non scorderò più il viso, la commozione di Monica Soto, il suo pianto, la semplicità del gesto e l' intensità dell' applauso del "pueblo" delle corse, fuori dal cerchio del pesage.
 
orecchielunghe ha detto:
Ciao, se il 69 del tuo nick fa riferimento al tuo anno di nascita, sono più anziano di te e non di pochissimo :) .
Qui non mi pare siano stati dedicati articoli a Santiago Soto, ho visto di sfuggita qualcosa su Facebook.

Da parte mia posso riportare un articolo trovato su Repubblica.it

Santiago Soto, il fantino che ha commosso San Siro

Un lettore, il signor m. m., mi scrive per chiedermi quale episodio, lontano da ogni spunto polemico, mi abbia colpito nella primavera del galoppo sansiriano, che va dissolvendosi in un' estate torrida. Immediatamente mi rifaccio ad una corsa di una domenica (18 maggio) la cui denominazione era Premio Santiago Soto. Chi sia stato Soto lo dirò di volo. Non soltanto la parrocchia di San Siro, lo ha conosciuto ed apprezzato. Un fantino di eccezione. Se lo è portato via un male incurabile, nell' autunno del 2002. Tremilaseicento vittorie e quarantaquattro pattern. Tutti i continenti, fuorché l' Africa, passati in sella ai purosangue. Cile (a Santiago dove è nato e da cui ha preso il nome: Santiago Soto appunto). Eppoi l' Argentina, l' Ecuador, il Brasile, il Messico. Gli States, veduti dapprima attraverso il pulviscolo di sabbia che la torma alza da mezzo secolo sull' ellisse dell' ippodromo di Miami e, quindi, nello chic sfacciato degli ovali rutilanti di luci della Florida e della California e del loro circuito di gran lignaggio. E ancora l' Italia (San Siro e Capannelle). A Milano lo ha voluto Antonio Balzarini, lo svizzero. Atterra alla Malpensa e l' allenatore Luciano D' Auria, che di Soto sarà di volta in volta padre, amico, incrollabile estimatore, immediatamente l' accompagna, dopo un volo disastrato di quattordici ore, a San Siro. Lo mettono sulle staffe di una cavalla inquieta, Running Glory, che, in attesa di un handicap sovraffollato, gira spaurita nel tondino. Running Glory è "in gran dispetto". Ma subito si affida alla mano di velluto e pure energica di Soto, che la conduce, come su un binario, al traguardo. In Italia Soto vince il Derby con Houmayoun, che Lady M ha acquistato, nella settimana, dall' Aga Khan: e ancora: il "Jockey Club" con Erdelistan (1990), il Gran Criterium (1992) e il Parioli (1993) con Pelder. Non è il "jockey" di una sola scuderia. Gli ingaggi lo inseguono magari per esprimere semplicemente un giudizio professionale su un cavallo riottoso o difficile. La sua consulenza non è mai spiccia. A Milano conosce e sposa la dolce Monica, che gli darà una graziosa figlioletta. Il Giappone lo attira: è una meta aurea. Qui il galoppo conia yen (oro) ad ogni salto. Soto vi approda alla metà del 1994, attraverso Macao e l' Australia. In Italia rientra nel 2000. Lo aspetta una collaborazione preziosa con Maria Sacco, che è una signora di grande bontà. La vita è crudele. Soto era venuto a capo di un male, che ne nascondeva un altro. Irreparabile. Quando ha capito che la sorte era segnata, Soto ha preteso dai suoi cari e dai medici il distacco dalle cure inutili e dispendiose. Il 18 maggio, la società Trenno ha disposto per un Premio Santiago Soto. Aldo Magni (la cui passione per i purosangue è pari ad una raffinata competenza), suocero di Santiago, ha offerto, a nome della famiglia, una coppa d' argento, da assegnare al fantino del vincitore. Io non scorderò più il viso, la commozione di Monica Soto, il suo pianto, la semplicità del gesto e l' intensità dell' applauso del "pueblo" delle corse, fuori dal cerchio del pesage.

Ti ringrazio, l'articolo lo conoscevo, mi interessava il video di cui facevo riferimento, anche come favore ad una amica. 69 e' il mio anno di nascita. Grazie ancora
 
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