Dottò
Utente Molto Attivo
Trinity ha detto:La nostra situazione ormai è assurda e inqualificabile a tutti gli effetti. D'Alesio perde tempo a chiedere deroghe invece di insistere su una data SICURA per la ripartenza. Credo che diversi proprietari abbiano già lasciato, sconfortati e amareggiati nonchè impossibilitati a continuare nell'indebitarsi senza la prospettiva di poter rientrare delle spese tramite i premi al traguardo.
Altro tasto dolente...l'allevamento. A quanto pare la commissione che valuta i puledri per le aste non prevede neanche al momento di uscire....quindi la cosa si fa lunga. Se poi non si facessero le aste molti prodotti resterebbero invenduti, magari costringendo gli allevatori a venderli al minimo per non perderci se non peggio. Inoltre se si allungano ancora i tempi e non si potessero fare le classiche, come dare valore ai tre anni potenziali fattrici e stalloni del domani? Sarebbero tutti molto penalizzati e quindi anche l'allevamento.
Tutto questo è anche figlio del passato, dove nessuno si è mai prodigato per dare una vera identità al settore (agricoltura o sport?) lasciandolo in quel limbo da cui se non uscirà neanche in questa occasione verrà fagocitato.
Per mia personalissima opinione l'ippica va nell'agricoltura, perchè le corse sono il naturale sbocco dell'allevamento cavalli da corsa, competenza del comparto agricoltura.
L'attuale Ministro al momento pare troppo impegnata su fronti che le stanno più a cuore e chi ha le deleghe per l'ippica ha le mani legate, inutile dire il contrario.
Siamo all'8 maggio, in teoria correndo come il vento si potrebbe anche partire il 18, ma dovremmo saperlo oggi.
Speriamo soltanto che non paragonino l'ippica al ciclismo, altrimenti se ne parla a giugno inoltrato e sarebbe una catastrofe. E' evidente che il distanziamento nel nostro mondo è molto più fattibile che quello in un supermercato, tanto per dirne una, come è evidente che non c'è abbastanza interesse per l'ippica tanto da battere i pugni sul tavolo (chi può) per farla finalmente ripartire.
Un settore come tanti appeso per sopravvivere soltanto alla speranza.....
Poco da aggiungere, purtroppo... a parzialissima consolazione, ho constatato con stupore che anche dove l'ippica è molto più importante, sia come interesse, che come livelli, che come valenza economica e con un ente appositamente creato per la gestione (la Horse Racing Ireland), anche in Irlanda il settore è stato messo nel mucchio. In un primo tempo era stato richiesto se l'ippica facesse parte dell'equivalente del Mipaaft in Irlanda oppure dello sport in generale. Ma anche una volta che è stata assegnata all'agricoltura, anche il relativo ministero di riferimento ha rimandato tutti a fine giugno, salvo che nel prossimo futuro la HRI non riesca in una mediazione.
Come abbiamo potuto osservare, limitatamente all'Europa, le decisioni in merito all'ippica sono state molto diverse tra i vari stati, ma sostanzialmente, Francia a parte, riconducibili alle linee guide generali imposte da ciascun governo.
Vediamo... intanto gustiamoci la Francia, e forse la Gran Bretagna. Personalmente e limitatamente alla parte relativa allo spettacolo, non potendo andare comunque alle corse e lasciando da parte l'interesse personale come proprietario, tv per tv preferisco vedere le corse della stagione classica europea che non quelle nazionali.