Disposizioni relative al Covid-19

savinoz ha detto:
Intanto in Francia si riparte giorno 11  noi stiamo elaborando protocolli ;(

Per chi fosse interessato, la situazione della Francia è descritta nell'argomento dedicato, cosi come per gli altri paesi europei :)
 
notizie flash in arrivo dal mondo sulla situazione covid-19, fornite da corrieredellosport.it

UNGHERIA - Ufficializzata la ripresa dell’attività in Ungheria, a partire dal 24 maggio. Aggiornato anche il calendario delle classiche del galoppo: le Ghinee si disputeranno il 21 giugno, il Derby il 23 agosto, le Oaks il 20 settembre e il St Leger l’8 novembre.

SINGAPORE - Ulteriore stop alle corse invece a Singapore: il fermo è stato prorogato fino all’1 giugno.

SUDAFRICA - Identica situazione per le corse sudafricane: dopo i convegni saltati in extremis alla fine di aprile, compreso il Derby Day a Turffontein, il blocco dell’attività andrà avanti almeno per tutto il mese di maggio.
 
da mondoturf.net

Ripartenza in Italia: Tutto tace, ipotesi ripartenza a Giugno. Ecco il perchè..
 
Siamo arrivati al 6 Maggio, e dell'inizio delle corse non c'è traccia almeno in Italia. Tutti tacciono, apparentemente, e sottotraccia qualcosa si sta muovendo. Ma ogni giorno che passa, è un giorno perso e la clessidra delle aspettative sta pian piano esaurendo i granelli di sabbia per una partenza in tempi brevi.
Altri paesi hanno tirato fuori delle date che poi hanno dovuto modificare, perchè anche la pressione in quel senso non sempre serve a tutti i livelli ed il benessere comune è imperante. E così, anche l'Irlanda, terra di cavalli, ha avuto uno slittamento della riapertura a fine Giugno mentre in Germania ancora non si è iniziato e in Danimarca hanno denunciato alcune persone perchè in ippodromo non venivano rispettate le distanze di sicurezza, appare chiaro che siamo di fronte ad una situazione non solo drammatica ma anche confusa, e questo mal comune corrisponde alla realtà e alla attualità.
Aggiornamento Italia, ipotesi Giugno: Intanto siamo ancora in attesa della risposta del Mipaaf alla questione interrogazione parlamentare da parte di Alessandro Battilocchio. Sono passati 9 giorni dalla presentazione, prima o poi dovrà arrivare una risposta e non potrà volerci un mese.
Altra questione pratica: Se consideriamo che tutti gli operatori hanno bisogno di almeno 14 giorni (2 settimane) per poter organizzare il lavoro di tutti i cavalli, i quali non sono motorini che si accendono con un giro di pedalina, e gli uffici tecnici di almeno una settimana abbondante per approntare libretti e segreteria una volta ricevuto il via libera, va da se che è sempre più difficile una apertura prevista per il 18 Maggio come da qualcuno ipotizzato.
Il perchè è presto spiegato: Se dovessimo ricevere anche oggi 6 Maggio il beneplacito, dobbiamo sommare più 14 giorni delle due settimane necessarie come sopra, e allora saremmo già al 20 Maggio idealmente, ed è dunque palese che non si partirà in tempi brevi.
Abbiamo bisogno di pressione per far capire ai nostri Ministeri (salute, agricoltura, finanze, governo) che se la Francia e ParisLongchamp, zona rossa e con numeri simili se non più alti di quello che è accaduto a Milano e Bergamo, sta già iniziando a correre, allora è lecito aspettarsi una comparazione vista la vicinanza delle due nazioni.
Se così non fosse, si fa sempre più strada una ripartenza in Giugno, se tutto andrà bene. A questo punto è lecito pensarlo. Bisogna stringere i denti ancora per un pò. Forza ragazzi..

 
 
Da gioconews.it

Primi spiragli per la ripresa dello sport e dell'ippica dopo che il premier Giuseppe Conte ha sottolineato la necessità di "avere un quadro condiviso per la riapertura delle attività sportive" e che tutti gli stakeholders "abbiano un confronto con il Governo, ai massimi livelli, tenendo presenti le raccomandazioni del comitato tecnico scientifico".

Un "segnale" prezioso anche per le corse negli ippodromi, ferme ormai da marzo, e al centro degli appelli di vari esponenti della filiera, oltre che del panel con il sottosegretario al Mipaaf Giuseppe L'Abbate organizzato da Gioconews.it, a cui si aggiunge un ulteriore atto da parte del ministero: l'invio a tutte le società di gestione degli ippodromi della bozza di un protocollo operativo per la Fase 2 contenente le modalità tecniche di gestione delle corse a porte chiuse. 

A darne notizia è Attilio D’Alesio, presidente del Coordinamento Ippodromi.
La dichiarazione di Conte e la bozza di protocollo "ci fanno sperare che si possano riprendere, presto ed in sicurezza, le corse dei cavalli.
Questa associazione ha già inviato le proprie osservazioni ed in quanto stakeholder dell’ippica si augura di poter avere presto un confronto con i vertici del Mipaaf e, se possibile, anche con il Governo, come annunciato dal presidente Conte".
 
Come sottolineato da D'Angelo (Ippodromi Partenopei) e come ricordato in un articolo precedente in questo argomento, il nodo centrale pare essere quello dei trasferimenti interregionali di uomini e cavalli. Le ASL consentono al momento lo spostamento dei cavalli per monte e per motivi di salute, e per quanto riguarda gli uomini, penso non sia facile nemmeno gestire un cavallo da persone che non l'hanno mai visto, come nel caso di un soggetto inviato ad esempio dalla Lombardia alla Toscana per una corsa senza personale del team. Tutto ciò al di là della sicurezza all'interno degli ippodromi.
Il fatto che il montepremi sia nazionale, dovrebbe (salvo modifiche) essere a disposizione di tutti e quindi non potrebbe essere limitato solamente ai cavalli di stanza nella regione dove si svolgono le competizioni, considerando anche che alcune regioni non hanno ippodromi oppure non sono in attività.
 
orecchielunghe ha detto:
Come sottolineato da D'Angelo (Ippodromi Partenopei) e come ricordato in un articolo precedente in questo argomento, il nodo centrale pare essere quello dei trasferimenti interregionali di uomini e cavalli. Le ASL consentono al momento lo spostamento dei cavalli per monte e per motivi di salute, e per quanto riguarda gli uomini, penso non sia facile nemmeno gestire un cavallo da persone che non l'hanno mai visto, come nel caso di un soggetto inviato ad esempio dalla Lombardia alla Toscana per una corsa senza personale del team. Tutto ciò al di là della sicurezza all'interno degli ippodromi.
Il fatto che il montepremi sia nazionale, dovrebbe (salvo modifiche) essere a disposizione di tutti e quindi non potrebbe essere limitato solamente ai cavalli di stanza nella regione dove si svolgono le competizioni, considerando anche che alcune regioni non hanno ippodromi oppure non sono in attività.
Peccato che questa problematica fosse nota già un mese fa, ma da allora nessuno ha pensato come ovviarvi.....adesso che dovremmo essere agli sgoccioli si tira fuori un'altra volta per poter forse prendere ancora tempo non si sa bene a che pro....
 
 
Trinity ha detto:
Peccato che questa problematica fosse nota già un mese fa, ma da allora nessuno ha pensato come ovviarvi.....adesso che dovremmo essere agli sgoccioli si tira fuori un'altra volta per poter forse prendere ancora tempo non si sa bene a che pro....
 

Esatto, hai centrato il punto secondo me. Si sapeva prima che questo fosse un nodo strategico. E forse per guadagnare tempo, hanno fatto finta di non pensarci. Il perchè, francamente, come te non lo so.
 
orecchielunghe ha detto:
Esatto, hai centrato il punto secondo me. Si sapeva prima che questo fosse un nodo strategico. E forse per guadagnare tempo, hanno fatto finta di non pensarci. Il perchè, francamente, come te non lo so.
Purtroppo vi sono pochissimi politici che hanno interessi in questo mondo....pochissimi.
E questo è limitante, al perchè ci arrivate da soli.
Vi fosse stato uno come Andreotti tutto sarebbe stato molto più celere......
In poche parole interessa a pochi l'ippica.
C'è da sperare che almeno si ponga la parola fine alla determinazione del comparto dove sistemare l'ippica, che non è l'equitazione.
Essere a cavallo di due comparti, sport e agricoltura, non fa altro che peggiorare la già poca considerazione che abbiamo, oltre al fatto che questo mondo è purtroppo percepito come qualcosa di negativo, qui in Italia.
E siamo anche sfortunati che chi si sta occupando del nostro settore non ha realmente la forza di imporsi.
Speriamo soltanto essere positive le voci che girano nell'ambiente relative a una risposta entro questa settimana sulla ripartenza.
Ma credo ormai che anche il 18 sia andato in fumo....
 
 
Trinity ha detto:
Purtroppo vi sono pochissimi politici che hanno interessi in questo mondo....pochissimi.
E questo è limitante, al perchè ci arrivate da soli.
Vi fosse stato uno come Andreotti tutto sarebbe stato molto più celere......
In poche parole interessa a pochi l'ippica.
C'è da sperare che almeno si ponga la parola fine alla determinazione del comparto dove sistemare l'ippica, che non è l'equitazione.
Essere a cavallo di due comparti, sport e agricoltura, non fa altro che peggiorare la già poca considerazione che abbiamo, oltre al fatto che questo mondo è purtroppo percepito come qualcosa di negativo, qui in Italia.
E siamo anche sfortunati che chi si sta occupando del nostro settore non ha realmente la forza di imporsi.
Speriamo soltanto essere positive le voci che girano nell'ambiente relative a una risposta entro questa settimana sulla ripartenza.
Ma credo ormai che anche il 18 sia andato in fumo....
 
Temo che il 18 sia una data da dimenticare. C'è chi ha ipotizzato scenari semi apocalittici, ma personalmente trovo inutile darmi alla caccia delle streghe e dello scoop. Mi attengo ai comunicati ufficiali ed a considerazioni oggettive.

Sembra quasi una situazione da patata bollente, che nessuno vuole... non è mio, ma nemmeno mio, e allora di chi è? Vedremo quando avremo finito tutto il resto, se avanzerà tempo.

Aggiungo la mia solita nota polemica... che non può mancare... ebbene, potrà anche interessare pochi o nessuno, ma visto che siamo invisibili, che forza contrattuale potrà mai avere un comparto che, per quanto a conoscenza del fisco, occupa pochissime persone?
 
 
orecchielunghe ha detto:
Temo che il 18 sia una data da dimenticare. C'è chi ha ipotizzato scenari semi apocalittici, ma personalmente trovo inutile darmi alla caccia delle streghe e dello scoop. Mi attengo ai comunicati ufficiali ed a considerazioni oggettive.

Sembra quasi una situazione da patata bollente, che nessuno vuole... non è mio, ma nemmeno mio, e allora di chi è? Vedremo quando avremo finito tutto il resto, se avanzerà tempo.

Aggiungo la mia solita nota polemica... che non può mancare... ebbene, potrà anche interessare pochi o nessuno, ma visto che siamo invisibili, che forza contrattuale potrà mai avere un comparto che, per quanto a conoscenza del fisco, occupa pochissime persone?
 

Non hai torto.
Il comparto va riformato del tutto.
Lavoratori tutti in regola, proprietari tutti ben identificabili, aggiungerei il riconoscimento dei "sindacati" che non sarebbe una brutta idea, riforma delle scommesse, della tv ippica, dell'iva, dei prelievi.....mi viene mal di testa...
È una bella sfida....non so se si troverà mai chi vorrà portarla fino in fondo.....
 
Sono andata a cercare la circolare 18209 del 25 marzo riguardante il trasporto degli equidi. Secondo questa circolare basterebbe l'autocertificazione per caso di necessità quando i cavalli dovessero spostarsi, anche per andare a gareggiare, ivi compresi artiere, autista del van, allenatore, che avrebbero anche la motivazione lavorativa.
Da quel punto di vista quindi il problema sarebbe anche risolto, a quanto pare.

Staremo a vedere se in questi giorni arrivano news....
 
Ecco le notizie di oggi dal mondo su chiusure e ripartenze, come di consueto pubblicate da corrieredellosport.it:

GERMANIA - Confermata la ripartenza del galoppo tedesco per oggi a Hannover: ben 12 corse (3 listed) con 160 partenti (13,3 di media), subito in pista anche alcuni fantini italiani che montano stabilmente da quelle parti (Miki Cadeddu, Marco Casamento, Mirko Sanna). Problemi soltanto in Baviera (annullato il convegno di sabato a Monaco), confermati invece gli altri appuntamenti di questa settimana (domani a Colonia e domenicaa Berlino Hoppegarten). Nel trotto ancora cancellati diversi convegni: al momento resiste ancora quello di domenica ad Amburgo, in attesa di conferma.

FINLANDIA - Da lunedì 11 si torna a trottare anche in Finlandia: la “prima” è prevista a Oulu, seguiranno Tampere martedì e Helsinki-Vermo mercoledì.

SUDAFRICA - Situazione sempre più grave in Sudafrica, dove le corse resteranno ferme per tutto maggio. Si parla infatti di rischio default per Phumelela, che gestisce gli ippodromi in sette delle nove province del Paese: per evitarlo, servono 300 milioni di rand (equivalenti a 15 milioni di euro).

STATI UNITI - Si sblocca la situazione in California: in attesa di Santa Anita Park (dove il gruppo Stronach spera comunque di riaprire venerdì 15), giovedì 14 riprenderà il galoppo a Golden Gate Fields dopo sette settimane di stop.

FRANCIA - Si vanno delineando i campi partenti per le corse di gruppo in programma lunedì a Longchamp: confermati tutti e tredici gli anziani iscritti nel Prix d’Harcourt (gruppo 2, 90.000 €, m. 2000) , con Way To Paris chiamato al confronto con Sottsass e Skalleti, ci sono poi Sestilio Jet tra i dodici sprinter rimasti nel Prix de Saint Georges (gruppo 3, 56.000 €, m. 1000) e Marly fra le tredici 3 anni nel Prix de la Grotte (gruppo 3, 56.000 €, m. 1600).

IRLANDA - Sembra che Horse Racing Ireland possa ottenere uno... sconto di tre settimane sulla data di ripartenza delle corse: l’8 giugno, anziché il 29, ovvero il primo giorno della “fase 3”.

ITALIA - Mentre ormai l’ippica riparte in quasi tutta l’Europa e ci sono date più o meno definite per le nazioni ancora ferme al palo, in Italia invece non c’è certezza su alcuna data. Al massimo gli ippodromi hanno ricevuto in visione dal Mipaaf la bozza del protocollo operativo per la “fase 2” per garantire la sicurezza delle corse a porte chiuse. Per il resto, il sottosegreterio con delega all’ippica on. Giuseppe L’Abbate ieri ha ribadito a Agipronews di essere in attesa delle nuove decisioni che la Presidenza del Consiglio renderà operative a partire dal 18 maggio. Nella bozza del protocollo, piuttosto, spunta anche un’ipotesi da brividi, sicuramente molto discutibile: meno corse in ogni convegno, ovvero appena sei con un massimo di dodici partenti, da disputare ogni 45' o più. Per fortuna pare proprio che questa indicazione non debba sopravvivere...
 
Da gioconews.it

Ecco le proposte avanzate dal Mipaaf per la ripresa delle corse nella bozza di protocollo per la Fase 2, gli ippodromi chiedono più partenti e convegni e intervalli minori fra uno e l'altro.

Non c'è ancora una data per la ripresa delle corse di ippica, ma intanto il ministero delle Politiche agricole, come anticipato nelle scorse ore, ha inviato alle società una bozza di protocollo per la Fase 2 post Covid-19, con norme sanitarie e regolamentari che assicurino lo svogimento dei convegni a porte chiuse e gli allenamenti in sicurezza.

Il testo, ovviamente, dovrà poi essere approvato dalla task force guidata da Colao e quindi dal Governo, a cui spetterà la decisione finale, dopo aver ascoltato i suggerimenti delle società.

Secondo la bozza che Gioconews.it ha potuto visionare, il Mipaaf per limitare i rischi di contagio ha proposto: un numero di corse per giornata pari ad un massimo di sei, l'obbligo di far passare tra una corsa e la successiva un minimo 45 minuti e di far correre in ogni corsa al massimo 12 cavalli".


COSA PREVEDE LA BOZZA - Inoltre, le società di corse dovranno, fra l'altro, "predisporre un piano operativo che invieranno alla Prefettura territorialmente competente e al Ministero; informare tutti i propri dipendenti e chiunque entri presso la struttura dell’ippodromo, sulle disposizioni del presente Protocollo e del 'Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro';
consegnare e/o affiggere all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali appositi documenti informativi sui predetti Protocolli; nominare un 'Responsabile agli accessi all’impianto che vigilerà sui soggetti autorizzati ad accedere all’impianto ippico, raccogliendo, per ogni soggetto autorizzato, la scheda di ingresso/partecipazione; incaricare, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera c) del Dpcm 4 marzo 2020, proprio personale medico o paramedico deputati ai controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus Covid-19 tra gli operatori ippici e il personale preposto alle attività; individuare i percorsi di transito e permanenza per le singole figure professionali, mediante modalità, percorsi e orari predefiniti, che limitino al massimo la possibilità di incontro con operatori presenti all’interno: a tal fine elaborano una guida da consegnare ad ogni operatore al momento dell’ingresso alla struttura;
assicurare la pulizia e la sanificazione giornaliera dei luoghi e dei locali chiusi utilizzati durante la giornata di corse.
Nelle giornate di corse le società dovranno curare tramite il Responsabile preposto (Responsabile agli accessi) l’ingresso riservato nell’impianto solo ed esclusivamente alle figure professionali specificate.
La verifica degli accessi deve avvenire mediante controllo nominativo degli iscritti.
Gli elenchi saranno distinti in funzione della tipologia delle figure professionali (personale della società, operatori ippici, incaricati dal Ministero, Forse dell’Ordine e operatori sanitari,….)".
Infine, "tutti i soggetti autorizzati a accedere all’interno dell’ippodromo dovranno rispettare quanto previsto dal DPCM del 26/04/2020 in materia di assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.
Altresì si raccomandano tutte le misure igieniche come richiamate dall’allegato 1 del DPCM 4 marzo 2020 e dai successivi atti normativi".


LE RICHIESTE DEGLI IPPODROMI - Dopo aver ricevuto la bozza, i rappresentanti degli ippodromi hanno subito stilato una serie di contro-proposte, suggerendo alcune modifiche.
A cominciare dal Coordinamento Ippodromi, presieduto da Attilio D'Alesio: "Sei corse sono troppo poche, otto sarebbero meglio, mentre l'intervallo fra un corsa e l'altra potrebbe essere portato a 35 minuti. Inoltre, proponiamo che un solo proprietario di cavalli possa entrare nelle scuderie il giorno delle corse, che il numero dei partenti venga innalzato dai 12 proposti a 16, che venga prevista la presenza di associazioni di volontariato per il controllo medico e paramedico".
Il Gruppo ippodromi associati innanzitutto propone un "numero di partenti in regola con attuale regolamento e almeno 10/12 corse x recuperare il periodo di sospensione, il limite delle sei corse è assurdo, perché sarebbe una distribuzione di risorse per pochi intimi".
Per il Gruppo poi "la diminuzione del numero delle corse o del numero dei partenti non ha alcuna attinenza alla limitazione del contagio da Covid-19. Come anche gli orari delle corse dipendono dalla specialità e dalla conformazione degli ippodromi e della logistica interna".
Inoltre, andrebbe "precisato che l’ingresso in ippodromo è consentito a poche persone tutte addette ai lavori e strettamente indispensabili (proprietari non sono inclusi), per questo non è necessario individuare i percorsi in quanto sono già previste le aree tecniche (piste, tondini, scuderie peso, insellaggio, ecc) tutte sottoposte ai regolamenti vigenti".
Quanto alla limitazione degli accessi, nella proposta del Gruppo ippodromi associati "le sale fantini e le sale guidatori resteranno chiuse come la saune presenti negli ippodromi. I professionisti dovranno arrivare in ippodromo già in divisa da corse e gli sarà assegnato un locale dove depositare i propri oggetti nel caso non potesse lasciarli in deposito nella propria autovettura". Nel caso di mancato rispetto delle prescrizioni "previste dal presente regolamento da parte degli operatori, gli addetti della Società di corse segnaleranno alla Giuria le persone ed il comportamento tenuto al fine delle necessarie sanzioni da erogare.Come previsto dalle normative di riferimento, tutti i soggetti autorizzati all’ingresso, dovranno presentarsi all’ippodromo già dotati di idonea mascherina di protezione (mascherina chirurgiche o FFP2 o FFP3 prive di valvole)".
 
Leggete bene....prima la bozza va approvata da Colao, poi dal Governo.
E nel frattempo D'Alesio non è contento...quindi fa una contro-proposta dove vuole più partenti, più corse etc etc.....

Ma non era meglio avere subito una data certa per la ripartenza e nel frattempo sistemare i dettagli?

Intanto si sarebbero potuti portare avanti i lavori per mettere in sicurezza gli ippodromi, si sarebbero potuti fare i calendari, gli allenatori avrebbero potuto organizzare gli allenamenti, le trasferte, invece qui tutto è sospeso nel nulla.

Qualcuno vocifera di una partenza a Giugno e se fosse vero sarebbe un disastro totale.

 
 
Trinity ha detto:
Leggete bene....prima la bozza va approvata da Colao, poi dal Governo.
E nel frattempo D'Alesio non è contento...quindi fa una contro-proposta dove vuole più partenti, più corse etc etc.....

Ma non era meglio avere subito una data certa per la ripartenza e nel frattempo sistemare i dettagli?

Intanto si sarebbero potuti portare avanti i lavori per mettere in sicurezza gli ippodromi, si sarebbero potuti fare i calendari, gli allenatori avrebbero potuto organizzare gli allenamenti, le trasferte, invece qui tutto è sospeso nel nulla.

Qualcuno vocifera di una partenza a Giugno e se fosse vero sarebbe un disastro totale.

 
Condivido l'idea del "cominciamo a giocare, poi ci aggiustiamo in corsa con le regole... la prima è una partita di prova" come si faceva una volta con i giochi da tavolo (quest'ultimo concetto/oggetto molto caro a D'Alesio). Intanto come hai opportunamente suggerito tu, si comincia a far lavori per la sicurezza, si studiano i libretti, si modifica nel caso la preparazione, si decide o meno di iniziare una terapia ecc ecc.. Ovvio che si dovrebbe partire con il massimo della sicurezza per poi allentare gradualmente le restrizioni, ma se manco parti...

Per assurdo, sarebbe forse meglio che dicessero tipo "si parte il 8 giugno" che non rimandare di giorno in giorno.

 
 
 
orecchielunghe ha detto:
Ecco le notizie di oggi dal mondo su chiusure e ripartenze, come di consueto pubblicate da corrieredellosport.it:

GERMANIA - Confermata la ripartenza del galoppo tedesco per oggi a Hannover: ben 12 corse (3 listed) con 160 partenti (13,3 di media), subito in pista anche alcuni fantini italiani che montano stabilmente da quelle parti (Miki Cadeddu, Marco Casamento, Mirko Sanna). Problemi soltanto in Baviera (annullato il convegno di sabato a Monaco), confermati invece gli altri appuntamenti di questa settimana (domani a Colonia e domenicaa Berlino Hoppegarten). Nel trotto ancora cancellati diversi convegni: al momento resiste ancora quello di domenica ad Amburgo, in attesa di conferma.

FINLANDIA - Da lunedì 11 si torna a trottare anche in Finlandia: la “prima” è prevista a Oulu, seguiranno Tampere martedì e Helsinki-Vermo mercoledì.

SUDAFRICA - Situazione sempre più grave in Sudafrica, dove le corse resteranno ferme per tutto maggio. Si parla infatti di rischio default per Phumelela, che gestisce gli ippodromi in sette delle nove province del Paese: per evitarlo, servono 300 milioni di rand (equivalenti a 15 milioni di euro).

STATI UNITI - Si sblocca la situazione in California: in attesa di Santa Anita Park (dove il gruppo Stronach spera comunque di riaprire venerdì 15), giovedì 14 riprenderà il galoppo a Golden Gate Fields dopo sette settimane di stop.

FRANCIA - Si vanno delineando i campi partenti per le corse di gruppo in programma lunedì a Longchamp: confermati tutti e tredici gli anziani iscritti nel Prix d’Harcourt (gruppo 2, 90.000 €, m. 2000) , con Way To Paris chiamato al confronto con Sottsass e Skalleti, ci sono poi Sestilio Jet tra i dodici sprinter rimasti nel Prix de Saint Georges (gruppo 3, 56.000 €, m. 1000) e Marly fra le tredici 3 anni nel Prix de la Grotte (gruppo 3, 56.000 €, m. 1600).

IRLANDA - Sembra che Horse Racing Ireland possa ottenere uno... sconto di tre settimane sulla data di ripartenza delle corse: l’8 giugno, anziché il 29, ovvero il primo giorno della “fase 3”.

ITALIA - Mentre ormai l’ippica riparte in quasi tutta l’Europa e ci sono date più o meno definite per le nazioni ancora ferme al palo, in Italia invece non c’è certezza su alcuna data. Al massimo gli ippodromi hanno ricevuto in visione dal Mipaaf la bozza del protocollo operativo per la “fase 2” per garantire la sicurezza delle corse a porte chiuse. Per il resto, il sottosegreterio con delega all’ippica on. Giuseppe L’Abbate ieri ha ribadito a Agipronews di essere in attesa delle nuove decisioni che la Presidenza del Consiglio renderà operative a partire dal 18 maggio. Nella bozza del protocollo, piuttosto, spunta anche un’ipotesi da brividi, sicuramente molto discutibile: meno corse in ogni convegno, ovvero appena sei con un massimo di dodici partenti, da disputare ogni 45' o più. Per fortuna pare proprio che questa indicazione non debba sopravvivere...

La riunione di Hanover in Germania di oggi è stata inserita nel palinsesto complementare di oggi (Betflag).
 
orecchielunghe ha detto:
Condivido l'idea del "cominciamo a giocare, poi ci aggiustiamo in corsa con le regole... la prima è una partita di prova" come si faceva una volta con i giochi da tavolo (quest'ultimo concetto/oggetto molto caro a D'Alesio). Intanto come hai opportunamente suggerito tu, si comincia a far lavori per la sicurezza, si studiano i libretti, si modifica nel caso la preparazione, si decide o meno di iniziare una terapia ecc ecc.. Ovvio che si dovrebbe partire con il massimo della sicurezza per poi allentare gradualmente le restrizioni, ma se manco parti...

Per assurdo, sarebbe forse meglio che dicessero tipo "si parte il 8 giugno" che non rimandare di giorno in giorno.

 
 
Esatto, d accordo..... ;)
 
Ecco le ultime notizie relative alle varie ripartenze dell'ippica, pubblicate da corrieredellosport.it

GERMANIA - Ripartenza ippica tedesca nel segno dell’Italia, ieri a Hannover. La prima corsa del convegno di galoppo è stata infatti firmata da Miki Cadeddu (5 vittorie nel 2020) con un percorso da leader in sella a More No Never (nella foto), con la giubba della storica Gestüt Schlenderhan e l’allenamento di Markus Klug, il quale dopo la corsa s’è complimentato con Miki toccandosi con i piedi! A differenza di altre nazioni, Cadeddu e tutti gli altri fantini anche in corsa hanno mantenuto la mascherina protettiva. Come spogliatoio è stato utilizzato un salone all’interno della tribuna principale, con panchine a disposizione dei jockey, tutti rigorosamente a distanza di sicurezza l’uno dall’altro.

FRANCIA - Andando incontro alle istanze delle associazioni di categoria, e cercando comunque di far quadrare i conti dopo l’attività cancellata dal “lockdown” e i mancati introiti delle scommesse, France Galop ha ufficializzato le decisioni finali per salvaguardare il montepremi di “base”. Restano intatte le dotazioni di handicap e reclamare non superiori a 19.000 euro e tutte quelle P.M.H.. Sono invece decurtate in particolare le dotazioni dei gruppi 1 (-40% in piano, -30% in ostacoli) e dei gruppi 2 e 3 e delle listed (-30% in piano e in ostacoli), oltre che le corse rimanenti (alcune -15%, altre -20%). Respinta la richiesta di premi ai primi dieci classificati negli handicap, aboliti i premi agli allevatori per i risultati conseguiti all’estero, confermata invece l’indennità per il trasporto dei cavalli dai centri di allenamento agli ippodromi. Insieme a Le Trot, France Galop cercherà poi di ottenere dal Ministero dell’Agricoltura il contributo di 500 euro per ogni cavallo in allenamento per ognuno dei due mesi di inattività agonistica.

INGHILTERRA - Tredici convegni nella prima settimana di ripresa delle corse, senza alcuna pattern: è quanto ha deciso la British Horseracing Authority, che però deve ancora stabilire quali ippodromi li ospiteranno. Ce ne sarà uno solo nella data di ripartenza (che peraltro non è stata ancora fissata, ma dovrebbe essere giovedì 15: la riunione decisiva è prevista lunedì 11), poi due nei sei giorni successivi. I 13 convegni dovrebbero essere così divisi: 7 nel Sud dell’Inghilterra, 4 al Nord e 2 nelle Midlands, per un totale di 104 corse (8 per ogni convegno) delle quali 75 handicap, 17 maiden o “novice” e 12 riservate ai 2 anni.

IRLANDA - Notizie pessime invece dall’Irlanda: il Governo ha confermato che le corse resteranno sospese fino al 29 giugno. Immediara e dura protesta da parte di Horce Racing Ireland, anche perché nel periodo ogni lavoratore può spostarsi solo entro un raggio di 5 km dalla propria residenza.

ITALIA - Ieri gli ippodromi hanno già fornito al Mipaaf le loro indicazioni in merito alla bozza di protocollo per la ripresa dell’attività al momento non ancora fissata: in particolare Gruppo Ippodromi Associati chiede la cancellazione dei limite di sei corse e di dodici partenti per ognuna e dell’intervallo minimo di 45' tra una corsa e l’altra.
 
orecchielunghe ha detto:
Ecco le ultime notizie relative alle varie ripartenze dell'ippica, pubblicate da corrieredellosport.itGERMANIA - Ripartenza ippica tedesca nel segno dell’Italia, ieri a Hannover. La prima corsa del convegno di galoppo è stata infatti firmata da Miki Cadeddu (5 vittorie nel 2020) con un percorso da leader in sella a More No Never (nella foto), con la giubba della storica Gestüt Schlenderhan e l’allenamento di Markus Klug, il quale dopo la corsa s’è complimentato con Miki toccandosi con i piedi! A differenza di altre nazioni, Cadeddu e tutti gli altri fantini anche in corsa hanno mantenuto la mascherina protettiva. Come spogliatoio è stato utilizzato un salone all’interno della tribuna principale, con panchine a disposizione dei jockey, tutti rigorosamente a distanza di sicurezza l’uno dall’altro.

FRANCIA - Andando incontro alle istanze delle associazioni di categoria, e cercando comunque di far quadrare i conti dopo l’attività cancellata dal “lockdown” e i mancati introiti delle scommesse, France Galop ha ufficializzato le decisioni finali per salvaguardare il montepremi di “base”. Restano intatte le dotazioni di handicap e reclamare non superiori a 19.000 euro e tutte quelle P.M.H.. Sono invece decurtate in particolare le dotazioni dei gruppi 1 (-40% in piano, -30% in ostacoli) e dei gruppi 2 e 3 e delle listed (-30% in piano e in ostacoli), oltre che le corse rimanenti (alcune -15%, altre -20%). Respinta la richiesta di premi ai primi dieci classificati negli handicap, aboliti i premi agli allevatori per i risultati conseguiti all’estero, confermata invece l’indennità per il trasporto dei cavalli dai centri di allenamento agli ippodromi. Insieme a Le Trot, France Galop cercherà poi di ottenere dal Ministero dell’Agricoltura il contributo di 500 euro per ogni cavallo in allenamento per ognuno dei due mesi di inattività agonistica.

INGHILTERRA - Tredici convegni nella prima settimana di ripresa delle corse, senza alcuna pattern: è quanto ha deciso la British Horseracing Authority, che però deve ancora stabilire quali ippodromi li ospiteranno. Ce ne sarà uno solo nella data di ripartenza (che peraltro non è stata ancora fissata, ma dovrebbe essere giovedì 15: la riunione decisiva è prevista lunedì 11), poi due nei sei giorni successivi. I 13 convegni dovrebbero essere così divisi: 7 nel Sud dell’Inghilterra, 4 al Nord e 2 nelle Midlands, per un totale di 104 corse (8 per ogni convegno) delle quali 75 handicap, 17 maiden o “novice” e 12 riservate ai 2 anni.

IRLANDA - Notizie pessime invece dall’Irlanda: il Governo ha confermato che le corse resteranno sospese fino al 29 giugno. Immediara e dura protesta da parte di Horce Racing Ireland, anche perché nel periodo ogni lavoratore può spostarsi solo entro un raggio di 5 km dalla propria residenza.

ITALIA - Ieri gli ippodromi hanno già fornito al Mipaaf le loro indicazioni in merito alla bozza di protocollo per la ripresa dell’attività al momento non ancora fissata: in particolare Gruppo Ippodromi Associati chiede la cancellazione dei limite di sei corse e di dodici partenti per ognuna e dell’intervallo minimo di 45' tra una corsa e l’altra.

La nostra situazione ormai è assurda e inqualificabile a tutti gli effetti. D'Alesio perde tempo a chiedere deroghe invece di insistere su una data SICURA per la ripartenza. Credo che diversi proprietari abbiano già lasciato, sconfortati e amareggiati nonchè impossibilitati a continuare nell'indebitarsi senza la prospettiva di poter rientrare delle spese tramite i premi al traguardo.
Altro tasto dolente...l'allevamento. A quanto pare la commissione che valuta i puledri per le aste non prevede neanche al momento di uscire....quindi la cosa si fa lunga. Se poi non si facessero le aste molti prodotti resterebbero invenduti, magari costringendo gli allevatori a venderli al minimo per non perderci se non peggio. Inoltre se si allungano ancora i tempi e non si potessero fare le classiche, come dare valore ai tre anni potenziali fattrici e stalloni del domani? Sarebbero tutti molto penalizzati e quindi anche l'allevamento.
Tutto questo è anche figlio del passato, dove nessuno si è mai prodigato per dare una vera identità al settore (agricoltura o sport?) lasciandolo in quel limbo da cui se non uscirà neanche in questa occasione verrà fagocitato.
Per mia personalissima opinione l'ippica va nell'agricoltura, perchè le corse sono il naturale sbocco dell'allevamento cavalli da corsa, competenza del comparto agricoltura.
L'attuale Ministro al momento pare troppo impegnata su fronti che le stanno più a cuore e chi ha le deleghe per l'ippica ha le mani legate, inutile dire il contrario.
Siamo all'8 maggio, in teoria correndo come il vento si potrebbe anche partire il 18, ma dovremmo saperlo oggi.
Speriamo soltanto che non paragonino l'ippica al ciclismo, altrimenti se ne parla a giugno inoltrato e sarebbe una catastrofe. E' evidente che il distanziamento nel nostro mondo è molto più fattibile che quello in un supermercato, tanto per dirne una, come è evidente che non c'è abbastanza interesse per l'ippica tanto da battere i pugni sul tavolo (chi può) per farla finalmente ripartire. 
Un settore come tanti appeso per sopravvivere soltanto alla speranza.....


 
 
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