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da agipronews.it
Operazione "Decima Azione" nel Foggiano, 30 arresti: estorsioni ai gestori slot e scommesse truccate sulle corse di cavalli
ROMA - È scattata questa mattina nel Foggiano la maxi-operazione "Decima Azione", messa a segno da carabinieri e polizia, con il coordinamento della DDA di Bari: il bilancio è di trenta persone arrestate, indagate a vario titolo per associazione di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e tentato omicidio. Nel corso delle indagini che hanno ricostruito la struttura organizzativa e le dinamiche criminali della Società Foggiana, è stato possibile documentare i processi di gestione centralizzata delle risorse economiche dell'organizzazione mafiosa e il consolidamento della sua capacità di controllo territoriale, attraverso le estorsioni e altre forme di infiltrazione nel tessuto socio-economico, dalle agenzie funebri ai gestori di slot machine, passando per gli esercizi commerciali e gli imprenditori edili. Altra fonte di guadagni illeciti era rappresentata dalle scommesse truccate con alterazione dei risultati delle corse dei cavalli: gli affiliati al clan corrompevano i fantini con 600 euro per non piazzarsi e far vincere il fantino di volta in volta individuato.
Operazione "Decima Azione" nel Foggiano, 30 arresti: estorsioni ai gestori slot e scommesse truccate sulle corse di cavalli
ROMA - È scattata questa mattina nel Foggiano la maxi-operazione "Decima Azione", messa a segno da carabinieri e polizia, con il coordinamento della DDA di Bari: il bilancio è di trenta persone arrestate, indagate a vario titolo per associazione di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e tentato omicidio. Nel corso delle indagini che hanno ricostruito la struttura organizzativa e le dinamiche criminali della Società Foggiana, è stato possibile documentare i processi di gestione centralizzata delle risorse economiche dell'organizzazione mafiosa e il consolidamento della sua capacità di controllo territoriale, attraverso le estorsioni e altre forme di infiltrazione nel tessuto socio-economico, dalle agenzie funebri ai gestori di slot machine, passando per gli esercizi commerciali e gli imprenditori edili. Altra fonte di guadagni illeciti era rappresentata dalle scommesse truccate con alterazione dei risultati delle corse dei cavalli: gli affiliati al clan corrompevano i fantini con 600 euro per non piazzarsi e far vincere il fantino di volta in volta individuato.