Comitato pattern

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da mondoturf.net

Clamoroso: L'Italia estromessa dall'Europa dal Comitato Pattern dal 2020! Risposta attesa entro il 9 Marzo
 


Stop per l'Italia in Europa.Quello che temevamo, si è tristemente avverato. Altra notizia pessima in un 2020 che non è iniziato bene per noi.
L'Italia ippica fuori dai giochi e dall'Europa. Cacciati a pedate nelle chiappe dal Comitato Pattern che stufo dell'ennesimo richiamo vanificato da politiche scellerate, ha deciso all'unanimità di votare a favore dell'esclusione dell'Italia dal circuito Pattern.

Niente più corse di Gruppo, niente più Listed. O almeno, non più riconosciute istituzionalmente come parte integrante di un percorso europeo, comune, ma inserite nella seconda parte del blu book. Dissociati, da una realtà fatta di regole, puntualità. Serietà. Noi no.

Perchè costretti e ingabbiati da un sistema perverso che invece di seguire un filone produttivo ne priva dell'essenza. Ma chi vuole l'elemosina! Vogliamo dignità di un lavoro in cui il rischio è la base endemica del lavoro stesso. Nessuna elemosina ma strumenti.
I motivi dell'esclusione? I soliti. Poca serietà, premi pagati in ritardo soprattutto, il doping, scarsa qualità, basso rating ed il totale menefreghismo nel voler cambiare le cose. Nessuna risposta dal Ministero preposto, e dunque la decisione improvvisa.

Tecnicamente la notizia arriverà ufficiale e quello che possiamo scrivere per ora è che le Listed saranno messe nella part II del librone, mentre le nostre corse di Gruppo trascinate per i capelli a terra nelle "other race", quelle che non danno status. Come in Spagna e in Scandinavia, per esempio. Una penalizzazione in piena regola, anche se le colpe degli ippici sono relative.
Sono attesi comunicati ufficiali a breve. Ma la notizia è vera e si attende venga formalizzata.

Dopo aver parlato con Massimo Parri, presidente Anac, siamo riusciti a ricostruire la vicenda. In Febbraio era stato deciso dal Comitato di toglierci il diritto di voto, e poi in maniera del tutto autonoma lo stesso Comitato ha deciso in Marzo, martedì sera esattamente, di spedire una lettera all'Associazione degli Allevatori e al Ministero con su scritta la decisione di escludere l'Italia dal circuito Pattern secondo il parere dei membri SITA. Senza comunicarlo in assemblea, proprio perchè privati del voto. Sicuramente poco elegante, ma speriamo sia stato per stimolo... anche se dubitiamo.
La lettera, firmata da Carl Hamilton IRPAC e dal Chairman della SITA Jimmy George e dal Vice Chairman Tom Ventura, è stata recapitata negli uffici delle varie associazioni. Ora vediamo cosa che succede.

ORA CHE SI FA? Ora c'è tempo fino al 9 Marzo (se avete fatto caso ancora non è uscito il libro delle Pattern, proprio per questo motivo) per una risposta ufficiale da parte delle istituzioni che non è detto arriveranno. In ogni caso da parte delle associazioni sono già in corso dialoghi per una pronta risposta per cercare di recuperare terreno e credibilità, il tutto in pochi giorni. I nostri riferimenti istituzionali sono al lavoro per chiarire e cercare di sistemare le cose. Appena sarà possibile pubblicheremo la lettera di Brian Kavanagh e la risposta del Presidente Parri, per rendere tutti al corrente di quello che sta accadendo. Anche perchè molti acquisti italiani sono arrivati da aste straniere, ed il circolo vizioso è destinato a finire con ovvi interessi diretti che riguardano anche loro. Nemmeno allevatori che con le loro fattrici coprono con stalloni irlandesi, inglesi, francesi.. Ma nemmeno questo è servito a quanto pare.
Non serve nemmeno ribadire la gravità del trattamento e quello che comporterebbe tale decisione in una situazione, quella italiana, già di per se penalizzata, che continua a strozzare con scelte scellerate gli allevatori e tutti gli operatori che hanno effettuato investimenti credendo nell'istituzione.
Si chiede a tutti, ma proprio tutti i titolari di una voce in capitolo, che siano proprietari, allevatori, operatori in contatto con l'istituzione, di sensibilizzare al massimo sulla questione. È molto importante!
 
Ho letto poco fa che è stata fatta maggior chiarezza sulla questione, distinguendo la parte "politica" da quella più prettamente sportiva. Quindi, se non ho capito male, abbiamo rischiato (o rischiamo tutt'ora) che qualche nostra corsa venisse additata come "Local Group 3" o sbaglio?
 
pacman ha detto:
Ho letto poco fa che è stata fatta maggior chiarezza sulla questione, distinguendo la parte "politica" da quella più prettamente sportiva. Quindi, se non ho capito male, abbiamo rischiato (o rischiamo tutt'ora) che qualche nostra corsa venisse additata come "Local Group 3" o sbaglio?

Anche a me francamente non è chiarissima la situazione, anche se mi pare di capire che nessuna delle nostre corse manterrebbe lo status di corsa internazionale, a valere per i black type ecc ecc.
Una corsa di gruppo "locale" credo che valga meno di una listed race internazionale.
Ne capiremo meglio tra breve.
 
Permettetemi....io ho capito che i black type verranno annotati nei libretti, ma non avranno valore internazionale per eventuali graduatorie, rating etc.
Detto questo, ammesso io abbia capito correttamente, resta il fatto che chi dovrebbe occuparsi di fare la voce grossa da noi ha la laringite :doh: :nooo: ....concedetemi la battuta....
Non si capisce nulla, si è in un vulnus da paura.
E se non faranno qualcosa di serio rischiamo di trovarci davvero a fare gare per due fichi e un mandarancio.....sempre che si continueranno a fare.
 
Trinity ha detto:
Permettetemi....io ho capito che i black type verranno annotati nei libretti, ma non avranno valore internazionale per eventuali graduatorie, rating etc.
Detto questo, ammesso io abbia capito correttamente, resta il fatto che chi dovrebbe occuparsi di fare la voce grossa da noi ha la laringite :doh: :nooo: ....concedetemi la battuta....
Non si capisce nulla, si è in un vulnus da paura.
E se non faranno qualcosa di serio rischiamo di trovarci davvero a fare gare per due fichi e un mandarancio.....sempre che si continueranno a fare.
I colossi internazionali (Godolphin-Darley, Coolmore, Shadwell e Juddmonte) ci insegnano come al giorno d'oggi una larga parte dell'ippica mondiale ruoti attorno all'attività allevatoriale e non avere eventuali cavalli black-type con valore riconosciuto a livello internazionale sarebbe l'ennesima sonora mazzata per la nostra ippica.

Magari dico scemenze, perchè solamente da pochi anni ho approfondito anche l'aspetto allevatoriale, ma mi sembra che il rischio sia più o meno questo.

Capitolo corse. In Scandinavia - per esempio - le varie manifestazioni hanno tutte lo status "locale" ma i cavalli buoni esistono veramente ed a livello internazionale (vedi Dubai o circuito europeo AW) capita non di rado che ottengano i loro discreti risultati, mentre noi fatichiamo a piazzarci in Handicap simil Class 2 con un cavallo che è vincitore di Parioli e terzo di Repubblica (Wait Forever), per non parlare dei tentativi effettuati da diversi puledri finiti ahimè piuttosto male.

Dovremmo ripartire dalle basi, ma quali basi? Vedevo proprio pochi minuti fa le genealogie di domenica nel Donatello, corsa che ci ha regalato fior fiore di 3 anni tardivi, e mi mettevo le mani nei capelli per quanto siamo caduti in basso. Servirebbe una rifondazione totale, ma non vedo soldi, voglia nè tanto meno una mano tesa dal comitato internazionale.

Sapete poi, però, qual è il paradosso? Che al galoppo siamo dietro pure alla Spagna o alla Danimarca, mentre al trotto vinciamo l'Arc e le corse più importanti d'America. Secondo voi, perchè?
 
 
Prima di dare la mia opinione vorrei far presente che al trotto si vince l'Amerique😆😆😆 e non l'Arc....
Detto questo...trotto e galoppo li trovo profondamente diversi anche riguardo le politiche allevatorie.
Trotto:
1- è consentito l'uso del seme congelato
2- si producono campioni maschili e femminili che non vengono solitamente venduti ma trattenuti per l'allevamento
3- vengono anche importati stalloni di pregio per migliorare l'allevamento
4- c'è poca concorrenza perchè, dicendola tutta, siamo noi la Francia e la Svezia i big in questa disciplina in Europa più gli Usa
5- siamo meno succubi del black type
6- molti nostri prodotti vengono acquistati alle aste da stranieri
7- giro di denaro molto diverso

Galoppo:
1- succubi del black type
2- si compra molto all'estero per cercare più qualità (ahimè)
3- si producono e allevano ottime femmine ma poi per la non capacità economica di trattenerle o per pura volontà imprenditoriale le si vendono tutte all'estero, purtroppo facendo solo del male alla nostra ippica (un esempio....Triana....Cherry Collect...)
4- non abbiamo stalloni di pregio e non ci si impegna neanche per farli arrivare per la stagione di monta, ammesso vogliano farli venir qui visto il livello del galoppo italiano (tanto per dire il Coolmore ci ha mandato Requinto....non certo Zoffany)
5- il giro di denaro è molto molto diverso e l'appetibilità pure
6- il ministero non ha certo aiutato il settore a svilupparsi neanche a livello allevatorio visto che si deve aspettare una vita perchè vengano pagate le provvidenze, così chi riceve una buona offerta la accetta e compra altro (poco in Italia)
7- i premi vengono pagati a 120-150 giorni invece che a 30-60 cosicchè la voglia di investire nel settore passa, oltre che creare problemi con l'estero (comitato pattern) e obbligate tanti proprietari a chiudere.

Se ho dimenticato qualcosa aggiungete pure.....alcuni aspetti come ad esempio x le provvidenze e i premi valgono per entrambi le discipline....

Questo è il mio parere e accetto obiezioni e critiche ovviamente.
Mi scuso in anticipo se qualcuno si sentirà offeso, non era certo mia intenzione.
 
Concordo praticamente in tutto ciò che ha sottolineato Trinity.

Provo a rispondere con un esempio sportivo... mi sembra la stessa differenza tra basket e pallavolo.
Il basket ha un'eccellenza altrove (NBA) mentre l'Italia, sia a livello di club che di nazionale, fatica molto.
La pallavolo è uno sport più "povero", senza squadre o leghe professionistiche, aperto a più persone, ed in Italia c'è l'eccellenza ed un numero di praticanti superiore (come la differenza tra i cavalli di galoppo rispetto a quelli di trotto).
Per il basket ci vogliono più soldi che per il volley, come per il galoppo ce ne vogliono di più che per il trotto, anche per le ragioni segnalate da trinity.
Una volta i giocatori medio forti di basket venivano a giocare in Italia (come i cavalli inglesi e francesi di livello venivano qui a correre le pattern), ora questi giocatori vanno in Spagna ecc ecc. ed i cavalli ora girano tra Francia, UK ed Irlanda. Basta che un giocatore medio americano (cavallo da condizionata inglese) vengano qui e fanno i fenomeni.
Se pensiamo che in UK ho visto debuttare cavalli da £ 500.000 e non essere favoriti (e non vincere) nelle maiden, figuriamoci cosa possiamo fare noi qui quando esaltiamo un cavallo che è costato "ben" € 30.000.
Non potremo mai raggiungere l'UK (NBA), sempre meno cavalli di training italiano attraversano i nostri confini salvo qualche sporadica apparizione nel sud della Francia o trasferiti oltralpe per corse di routine, e se le fattrici buone vengono vendute il prima possibile (giocatori forti che vanno all'estero) e non si portano qui stalloni importanti (allenatori bravi), rischiamo di fare la fine del baseball italiano.
 
Trinity ha detto:
Prima di dare la mia opinione vorrei far presente che al trotto si vince l'Amerique😆😆😆 e non l'Arc....
Detto questo...trotto e galoppo li trovo profondamente diversi anche riguardo le politiche allevatorie.
Trotto:
1- è consentito l'uso del seme congelato
2- si producono campioni maschili e femminili che non vengono solitamente venduti ma trattenuti per l'allevamento
3- vengono anche importati stalloni di pregio per migliorare l'allevamento
4- c'è poca concorrenza perchè, dicendola tutta, siamo noi la Francia e la Svezia i big in questa disciplina in Europa più gli Usa
5- siamo meno succubi del black type
6- molti nostri prodotti vengono acquistati alle aste da stranieri
7- giro di denaro molto diverso

Galoppo:
1- succubi del black type
2- si compra molto all'estero per cercare più qualità (ahimè)
3- si producono e allevano ottime femmine ma poi per la non capacità economica di trattenerle o per pura volontà imprenditoriale le si vendono tutte all'estero, purtroppo facendo solo del male alla nostra ippica (un esempio....Triana....Cherry Collect...)
4- non abbiamo stalloni di pregio e non ci si impegna neanche per farli arrivare per la stagione di monta, ammesso vogliano farli venir qui visto il livello del galoppo italiano (tanto per dire il Coolmore ci ha mandato Requinto....non certo Zoffany)
5- il giro di denaro è molto molto diverso e l'appetibilità pure
6- il ministero non ha certo aiutato il settore a svilupparsi neanche a livello allevatorio visto che si deve aspettare una vita perchè vengano pagate le provvidenze, così chi riceve una buona offerta la accetta e compra altro (poco in Italia)
7- i premi vengono pagati a 120-150 giorni invece che a 30-60 cosicchè la voglia di investire nel settore passa, oltre che creare problemi con l'estero (comitato pattern) e obbligate tanti proprietari a chiudere.

Se ho dimenticato qualcosa aggiungete pure.....alcuni aspetti come ad esempio x le provvidenze e i premi valgono per entrambi le discipline....

Questo è il mio parere e accetto obiezioni e critiche ovviamente.
Mi scuso in anticipo se qualcuno si sentirà offeso, non era certo mia intenzione.

Innanzitutto chiedo perdono per il lapsus "Amerique-Arc"  :DD

Credo anche che a livello di costi di gestione un cavallo da trotto richieda meno oneri rispetto ad uno da galoppo, ma potrei sbagliarmi. Spesso i trotters vengono allenati in centri "fai da te" in riva al mare ed ottengono anche ottimi risultati, mentre al galoppo o sei attrezzato come si deve o difficilmente riesci a vincere le corse.

Un cavallo da trotto ha bisogno di minor tempo di recupero tra una corsa ed un'altra e quantitativamente vi sono molte più corse, anche con montepremi per nulla banali anche se sicuramente in calo rispetto ad anni fa (ricordo che almeno la Tris aveva un montepremi di 22.000 euro con rimborso viaggio ed "accessori" per gli invitati).

Lo scorso anno ho vissuto per diversi mesi a Trieste ed ho provato a frequentare l'ambiente del Montebello: era inverno ed il freddo ti congelava da testa a piedi quindi tantissima affluenza spesso non c'era, però ricordo la passione e l'ammirazione nei nostri confronti del pubblico ed addetti ai lavori sloveni che puntualmente provavano a portarci via qualche soldino in pista. Ma questo è un esempio relativamente "provinciale", molto più in generale basti pensare che in 4 mesi abbiamo vinto International Trot ed Amerique...
 
Per stavolta sei perdonato..... :huaha: :huaha:

Quello che dici lo condivido, anche se vorrei fare ulteriori precisazioni.
Credo che i costi siano di base gli stessi, ma i purosangue sono delicatissimi rispetto ai trotters, quindi più soggetti a infortuni. La loro struttura (li paragono sempre a calici di cristallo di Boemia) fa sì che per prima cosa abbiano tempi di recupero più lunghi, cure particolari e ovviamente costi che lievitano.
I trotters sono più robusti, più rustici.
I purosangue hanno bisogno di allenamenti particolari (bisognerebbe sempre dargli il tempo di crescere e maturare ma il mercato spesso vuole tutto nel minor tempo e tanti non arrivano mai in pista) e grandi spazi; ai trotters come dici tu basta una spiaggia e via.
Per concludere....i due mondi coesistono ma dovrebbero connettersi per saltare fuori dal pantano in cui l'ippica è. Se si aspetta un salvatore il risultato è già scritto.
 
Sicuramente non sono paragonabili le corse e gli allenemanti di trotto e galoppo. Spesso i galoppatori fanno 2-3000 metri di trotto al giorno come allenamento e solo come riscaldamento.
 
Trinity ha detto:
Per stavolta sei perdonato..... :huaha: :huaha:

Quello che dici lo condivido, anche se vorrei fare ulteriori precisazioni.
Credo che i costi siano di base gli stessi, ma i purosangue sono delicatissimi rispetto ai trotters, quindi più soggetti a infortuni. La loro struttura (li paragono sempre a calici di cristallo di Boemia) fa sì che per prima cosa abbiano tempi di recupero più lunghi, cure particolari e ovviamente costi che lievitano.
I trotters sono più robusti, più rustici.
I purosangue hanno bisogno di allenamenti particolari (bisognerebbe sempre dargli il tempo di crescere e maturare ma il mercato spesso vuole tutto nel minor tempo e tanti non arrivano mai in pista) e grandi spazi; ai trotters come dici tu basta una spiaggia e via.
Per concludere....i due mondi coesistono ma dovrebbero connettersi per saltare fuori dal pantano in cui l'ippica è. Se si aspetta un salvatore il risultato è già scritto.

Sempre un piacere essere perdonato da una donna  :huaha:

Condivido quanto da te aggiunto, basterebbe infatti mettere di fianco un PSI con un trotter e già capisci tutta la differenza, partendo già da un qualcosa che può sembrare banale come il pelo.

Se al trotto riusciamo ancora a vedere quelle belle corse con i nastri con 18-20 cavalli, al galoppo è un miracolo arrivare a 14... E partendo da qui si denota come siamo su due pianeti che - alcune volte possono, come dici tu, coesistere - spesso sono troppo distanti.
 
Ah, intanto abbiamo appena vinto il Criterium de Vitesse (GR1) a Cagnes Sur Mer con Vivid Wise As: guida, training, colori ed allevamento italiano. Gli stessi colori, peraltro, del vincitore dell'Amerique  :bravo:

Amici trotters, dateci un 20% dei vostri successi e ribalteremo il mondo!!!
 
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